Affermazione di Alessandro Zan

Il decreto scuola approvato dal Governo Meloni introduce un tetto del 30% per gli alunni con cittadinanza non italiana, a determinate condizioni.

Il nostro verdetto

✓ Vero

Il DL approvato dal CdM il 24 settembre 2026 fissa il limite del 30% per le classi prime, dall'anno 2027/2028, solo per gruppi definiti da nascita e percorso scolastico. Il tetto è quindi condizionato, come detto.

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«Il decreto scuola approvato dal Governo Meloni introduce un tetto del 30% per gli alunni con cittadinanza non italiana, a determinate condizioni. Eppure l'articolo 18 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea dice chiaramente che 'è vietata ogni discriminazione in base alla nazionalità'. Non solo: il diritto europeo prevede il principio di parità di trattamento e tutela l'accesso all'istruzione per i cittadini dell'Unione che si spostano in un altro Stato membro. Per questo, insieme alla delegazione Pd al Parlamento europeo, ho sottoscritto l'interrogazione di Nicola Zingaretti alla Commissione europea per chiedere se il provvedimento del governo sia in contrasto con i principi e le norme Ue. Se il problema è la lingua, si investa sulla lingua. Se il problema è l'integrazione, si investa sull'integrazione. Ma la scuola deve includere, non dividere i bambini a in base al passaporto che hanno in tasca»

— Alessandro Zan, Critica il decreto scuola del Governo Meloni, che introduce un tetto del 30% per gli alunni con cittadinanza non italiana, e annuncia l'interrogazione alla Commissione europea sulla sua compatibilità con il diritto Ue., dichiarazione riportata dalla stampa (canale non specificato), 2 ott

Citazione riportata da ANSA: Zan, 'decreto Scuola contro diritto Ue, Commissione risponda ...

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